La storia


L'attuale regno di Norvegia era abitato, lungo le coste, seppur in maniera non stabile, fin dall'inizio dell'olocene, 12.000 anni fa, da cacciatori di renne appartenenti alla cosiddetta “Cultura d'Amburgo”.
I primi insediamenti stabili comparvero dalla fine dell'ultima glaciazione (circa 10.000 anni fa). Più tardi, in epoca Romana, la regione scandinava conobbe una florida età del ferro, testimoniata da tantissime ed interessantissime incisioni rupestri.



Nel Medioevo, ed in particolare, tra l'800 e l'anno Mille, l'attuale Norvegia divenne patria di importanti navigatori e guerrieri vichinghi che dapprima scoprirono (e popolarono) Islanda e Groenlandia e poi si spensero a conquistare  territori in Francia, Gran Bretagna ed Irlanda.
All'epoca, la Norvegia era suddivisa in una trentina di piccoli regni che pian piano, nel corso del IX secolo andarono ad unirsi tra loro fino a divenire, nel 872, un unico grande regno guidato da Harald I Hårfagre (primo vero sovrano norvegese).
Con l'arrivo dell'anno Mille, in Norvegia arrivò,da Gran Bretagna ed Irlanda, il cristianesimo.
Nonostante alcune guerre civili, il Regno era piuttosto grande e forte: comprendeva l'area tra l'isola di Man - nel Mare d'Irlanda -  fino alla penisola di Kola e, nel 1262, acquisì come dipendenze Groenlandia e Islanda.


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Il suo status si ridimensionò parecchio durante "la notte lunga 400 anni" (così definì il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen il periodo tra il 1396 ed 1814 che vide la Norvegia  semplice provincia danese, anche se dal 1535 si assistette ad una progressiva unione con la Danimarca).
Durante le guerre napoleoniche del 1814, la Danimarca-Norvegia fu sconfitta ed in seguito al trattato di Kiel la Norvegia (ma non le sue dipendenza che rimasero danesi) finì sotto il controllo svedese.
I danesi cercarono di rendere indipendente la Norvegia, ma la Svezia rispose con una dichiarazione di guerra che finì con un'unione non "stretta" tra Svezia e Norvegia ed il riconoscimento di una costituzione democratica norvegese.
In seguito a disordini interni di natura politica, nel 1905, la Svezia riconobbe l'indipendenza della Norvegia  (governata, dal 18 novembre, da re Haakon VII).


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Allo scoppio della prima guerra mondiale, la Norvegia, si dichiarò neutrale. Nonostante ciò, garantì importanti supporti logistici alla Gran Bretagna (divenendo così il primo "alleato neutrale" della storia).
La neutralità norvegese fu ribadita anche allo scoppio del secondo grande conflitto, ma la politica cambiò repentinamente in seguito all'attacco a sorpresa tedesco (operazione Weserübung).
Truppe francesi, inglesi e polacche sostennero l'esercito norvegese che resistette per circa due mesi prima di capitolare: re ed esponenti del parlamento, così come molti civili, si trasferirono in Gran Bretagna.
Al termine della guerra, la priorità norvegese fu la ricostruzione. E così fu: il Paese conobbe una rapida crescita industriale ed un conseguente sviluppo socio-economico. Oggi, la Norvegia, divenuta il principale produttore occidentale di petrolio, è una delle economie più floride e solide d'Europa.





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